Le fioriture di zafferano, nome arabo sicuramente più esotico rispetto al latino croco, dettero, lo spunto a Pierfrancesco Giustolo, letterato spoletino vissuto alla corte dei Borgia, per scrivere un poemetto in esametri latini dal titolo De croci cultu, pubblicato a Roma nel 1510 per i tipi di Giacomo Mazzocchi. Si tratta di una composizione molto originale, oggi rarissima, nella quale Giustolo celebra la coltivazione dello zafferano nelle zone tra Valnerina, Spoletino e Sabina, tra Umbria e Marche. Il tema offre lo spunto per evocare sia storie e personaggi mitologici nel solco della cultura umanistica del tempo, sia uno spaccato della vita contadina. Il poemetto didascalico è qui presentato nella traduzione (1895) di Goffredo Marchesini, ed è arricchito dalla versione in prosa di Rafafele Malà e da altri contributi sulla vita dell’autore e sugli usi storici dello zafferano.
Fabrizio Fabbri Editore


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